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CYMBALINE n. 52 THE WALL 1979-2011: Un Muro alto oltre trent'anni!
L’idea di The Wall è semplice e proprio per questo potente: il muro separa e divide, il muro isola, il muro nasconde, il muro protegge. Insomma, il muro è un simbolo banale e, nel contempo, forte e che si presta a molti usi, a molte interpretazioni, che può essere aperto con molte chiavi. E in 30 anni tante sono le chiavi di lettura alle quali si è fatto ricorso per interpretarlo, per abbatterlo e poi ricostruirlo... la chiave di lettura psicologica, la sociologica, la politica e quella autobiografica, tutte stratificazioni di senso che segnalano la grandezza dell’opera, ancora attuale ma soprattutto attualizzabile ad ogni epoca storica e condizione umana. A trent’anni dal disco-spettacolo-film e in occasione del suo grande ritorno sulle scene mondiali, Cymbaline celebra The Wall, una delle più grandi espressioni artistiche del secondo Novecento, con una monografia che ne ripercorre la genesi, le parole, le immagini, il ritorno, nel racconto dell’Autore e degli altri artisti che si sono imbattuti nel Muro in tutte le sue manifestazioni. Un racconto che narra di scontri di forti personalità ma, soprattutto, di straordinari incontri tra forme d’arte e di comunicazione: musica, cinema, grafica, letteratura, tecnologia. E c’è spazio anche per le riflessioni che The Wall suggerisce, attraverso gli interventi di alcuni intellettuali che si sono imbattuti nel Muro, riflessioni secondo chiavi di lettura inconsuete che svelano ulteriori sfaccettaure del capolavoro pinkfloydiano. è evidente che la trattazione dell’opera che Cymbaline offre in questo numero è molto parziale e non rende giustizia alla sua grandezza. Qui si vuole solo rendere omaggio ad una poliedrica opera d’arte che non ha cessato di assolvere alla sua funzione, che è quella di emozionare suscitando la riflessione. Ovvero la funzione dell’Arte. E il Muro è tornato ad emozionarci: sui palchi d’America nel 2010, nel 2011 in Europa. E allora, ancora... tear down the wall! |