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CYMBALINE n. 51 Chimera, Screw & Welcome to the Machine
Invece, le due collaborazioni alle quali si faceva cenno all’inizio, gettano una luce del tutto nuova sulla figura del musicista. Nel 1969, nonostante con i Pink fosse impegnatissimo in concerti, tournée e sedute in sala d’incisione, Mason trovò il tempo di fare un po’ da talent scout di due ragazze che incarnano lo spirito della Swingin’ London: groupies al seguito delle grandi rockstar ma desiderose di esprimersi in proprio e comunicare nel linguaggio nuovo del rock’n’roll. Nick fece il manager delle Chimera, le finanziò, le portò in sala d’incisione, suonò per loro, provò a lanciarle nel music business. Incisero un disco che rimase nei cassetti per 33 anni fino al 2002, quando David Wells, capo dell’etichetta Tenth Planet Records, lo pubblicò su LP e due anni dopo su CD, così scrivendo una pagina inedita, minore certamente ma anche assai significativa, nella storia dei Pink Floyd. E Cymbaline la riprende, quella pagina, in questo numero, provando ad approfondirla per consegnarla ai biografi. Anche la seconda pagina inedita di storia floydiana riguarda Nick Mason. L’anno è ancora il 1969, ancora una volta il batterista funge da produttore, ancora una volta per una band pressoché sconosciuta, gli Screw. Ancora una volta i pezzi registrati, stavolta solo due, rimasero chiusi in archivio per 38 anni fino al 2007, quando Nigel Cross, capo dell’etichetta Shagrat Records, li pubblicò su EP. Anche in questo caso, Cymbaline riprende, in questo numero, questa pagina inedita della storia floydiana, la approfondisce - anche con interviste ai protagonisti - e la consegna ai biografi. Nell’editoriale del numero scorso, a proposito del Pink Floyd Ballet di Roland Petit, si scriveva che è ormai giunto il tempo in cui la musica dei Pink Floyd comincia a vivere di vita propria, indipendentemente dagli Autori. Un esempio ne era il balletto di Petit costruito su musiche dei Floyd. Un altro esempio ne è il musical italiano Welcome to the Machine, che dal 2001 viene rappresentato nei teatri e nelle arene di tutta Italia. Ed è questa la terza pagina inedita tutta da scrivere e che merita di essere aggiunta alle biografie floydiane. Cymbaline prova a farlo in questo numero, anche con l’intervento dell’autore e regista Emiliano Galigani. Insomma, questo numero del giornale ha la piccola ambizione di contribuire alla grande storia dei Pink Floyd. Per questo dobbiamo dei ringraziamenti: a Sam Cutler, a Pete Hossell, alla Metropolis Produzioni, ad Amos, titolare del negozio di dischi "Psycho" di via Zamenhof n. 2 a Milano, che ci ha fatto scoprire i dischi delle Chimera e degli Screw e da lì sono partite le nostre ricerche... e a proposito di quei dischi: lode e gloria a David Wells della Tenth Planet Rec. e a Nigel Cross della Shagrat Rec. per il loro benemerito lavoro di ricerca e riscoperta di gemme musicali perdute nelle soffitte della storia. Ci piace molto quando, come in questi due casi, l’industria discografica riesce ad associare una nobile funzione culturale, quale è il recupero di materiale d’archivio, al commercio e quindi al business. |