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Why Pink Floyd?

Perché i Pink Floyd? È la domanda che ci pongono la EMI e i Pink Floyd stessi con l’operazione commerciale che è partita lo scorso 27 settembre. La risposta, ci suggeriscono EMI e Pink Floyd, è nell’opera omnia, ovvero nei 14 album che costituiscono l’eredità artistica della più creativa rock band di sempre.

Perché ancora i Pink Floyd? Risposte possibili: basta ascoltare i loro dischi; basta assistere (o meglio, aver assistito) ai loro concerti; basta leggere i loro testi; basta guardare le copertine dei loro album; basta leggere i libri loro dedicati; basta… basta poco? No, non è poco, perché ci sono voluti 40 anni di straordinaria creatività per mettere insieme tante generazioni, tutte ammaliate dal fascino e dalla profondità dei Pink Floyd.

Dunque, perché i Pink Floyd? È una domanda priva di verbo, ma se proviamo a metterci quello che più probabilmente hanno voluto sottintendere coloro i quali hanno scelto questa frase quale titolo dell’intera operazione commerciale, “perché ascoltare ancora i Pink Floyd?”, la risposta è nel box “Discovery”, che raccoglie i 14 album di studio della band e, ancora più dettagliata, la risposta è nella Immersion edition di “The Dark Side of the Moon”.

Ma prima di immergerci nel lato oscuro della luna, va fatta una riflessione. Registi e curatori dell’operazione di apertura degli archivi, che ha dato sostanza artistica a Why Pink Floyd?, sono i Floyd stessi. Di solito, lo svuotamento degli archivi avviene in maniera inconsulta dopo la morte del musicista a cura della casa discografica, senza alcuna attenzione per l’opera artistica e senza alcun rispetto per l’autore, con finalità esclusivamente commerciali. In questo caso, nel caso dei Pink Floyd, sono loro stessi che hanno deciso di gestire gli archivi e questo dà ai cultori della loro opera tutte le garanzie circa il rispetto per il prodotto artistico. Quanto meno, la finalità commerciale va di pari passo con la finalità ed il rispetto del prodotto artistico.

L’immersione nel lato oscuro della luna lo dimostra ampiamente, perché tutto il ben di dio che troviamo nel box getta una luce in parte nuova, piena e completa su un’opera d’arte acclamata da quarant’anni. Qui ne scopriamo la genesi, la stesura definitiva, la versione live, la parte visuale dei cortometraggi, l’evoluzione grafica, la rappresentazione fotografica e un po’ di memorabilia che soddisfa sempre le papille gustative dei collezionisti. Ma chi sia soltanto interessato al prodotto artistico, chi voglia soltanto immergersi nel percorso creativo che ha portato ad una delle più grandi opere della musica popolare contemporanea, qui trova davvero tutto. Ed è pura goduria intellettuale, per le orecchie, per gli occhi e, quindi, per la mente.

La sequenza del viaggio, la sequenza della morte, l’uomo che affannosamente fugge da se stesso, “c’è qualcuno nella mia testa ma non sono io”, tutti i colori che ci piacciono in una fantasmagoria diversa, noi e loro in suadente salsa piano/sax, il grande concerto nello spazio con la voce dell’astronauta… e la trasposizione grafica, videografica e fotografica di tutto questo: tutto questo ed altro ancora si scopre nella Immersion edition di “The Dark Side of the Moon”, compreso un Easter Egg nel DVD… Come cercarlo? Nella schermata del menù appare, in alto a destra, un triangolino: cliccateci sopra (con il mouse del pc) o premete ok (con il telecomando del lettore). Per non dire, poi, del fantomatico progetto musicale con oggetti casalinghi che, finalmente, i Pink Floyd hanno qui deciso di svelarci, anche se solo in parte (l’unico brano “The Hard Way”) e solo in formato demo. Ma l’ “Household Project” riemergerà ancora con la Immersion edition di “Wish You Were Here”… Intanto, immergiamoci nel lato oscuro della luna: ci sono gemme meravigliose che sarebbe stato un peccato lasciare per sempre negli archivi.

Carlo Maucioni